Due paroline sul “governo dei nominati”.

Posted on 9 dicembre 2011

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Dopo la manovra “salva-Italia” presentata dal governo Monti, che come preannunciato richiederà notevoli sacrifici economici ai cittadini, ho cominciato a leggere critiche di ogni tipo sui vari quotidiani, blog e social network, riguardo la “faccia tosta” con cui il governo dei “nominati e non eletti” sta massacrando le casse degli italiani.

Le critiche infatti sono piovute da ogni dove – salvo forse da Casini e l’UdC, l’unico esponente politico che sta gongolando grazie a questo governo tecnico-democristiano – perché la manovra non è equa, non combatte l’evasione, fa pagare sempre i soliti, ecc.

Trovo innanzitutto ridicolo indignarsi contro Monti, e solo contro di lui. E’ vero, è un governo di nominati, ma non è vero che si tratta di “sospensione di democrazia“, per dirla con Berlusconi. Se Monti è lì è perché il precedente governo aveva perso la maggioranza e perché non c’era tempo di andare alle elezioni, data l’emergenza della crisi economica. E se anche si fosse andati a votare subito, chi sarebbe stato il nostro salvatore? Casini e Rutelli? Vendola, Bersani e Di Pietro? Ancora Berlusconi e Bossi? Davvero non c’è bisogno di aggiungere altro.

E poi rido amaramente tra me e me quando sento dire che il governo non è stato eletto dai cittadini, visto che grazie a questa legge elettorale – definita “una porcata” dal suo stesso autore – ci siamo meritati gli Scillipoti e i Razzi, gente che è entrata in parlamento grazie alle liste chiuse e vende il proprio voto al maggior offerente.

E’ vero, la manovra doveva essere scritta meglio, io stesso sono rimasto deluso da alcune omissioni che Gilioli ha già riassunto egregiamente. Ma poteva essere scritta meglio? Probabilmente no. E questo perché il governo non ha, grazie al cielo, potere assoluto ma deve farsi comunque votare dal parlamento: lo stesso parlamento che ci ha portati sul lastrico e che non ha avuto il coraggio di entrare in questo governo di emergenza, scaricando tutta la responsabilità sui tecnici. Perché se anche Monti avesse inserito, ad esempio, una patrimoniale come si deve, il PdL non l’avrebbe votata, per la gioia di Alfano, e forse non sarebbe passata comunque. Stesso discorso per l’Ici sulla chiesa – e già che ci siamo si potrebbe cominciare a far pagare al Vaticano pure l’acqua, ma ve lo immaginate possibile?

Insomma, dopotutto il governo è lì per salvarci dai mercati, e pare che ci stia anche riuscendo. E’ senza dubbio giusto essere arrabbiati, ma non dobbiamo scordarci chi è il vero colpevole di tutto questo, che non è solo Berlusconi, come vuol farci credere D’Alema, ma la politica tutta degli ultimi vent’anni. Per dirla con Spinoza, da “Forza Italia” a “Salva Italia”, non saprei come meglio riassumere il berlusconismo.  E’ stata la vecchia politica a cacciarci in questa situazione, che è una crisi prima di tutto di credibilità. La stessa vecchia politica che ora fa di tutto per non perdere i propri vitalizi e le poltrone in provincia.

Ricordiamocelo, la prossima volta che si dovrà votare.

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