Le proteste contro la TAV e il gioco delle parti.

Posted on 4 luglio 2011

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Dopo gli scontri in Val di Susa di ieri, come prevedibile, è scattato il gioco delle parti, in cui ogni parte in causa punta il dito e incolpa la parte avversa, secondo le regole del “facciamo di tutta l’erba un fascio”.

I giornali e i blogger che la TAV vorrebbero vederla costruita puntano sull’idea che quelli del NoTav siano tutti dei delinquenti violenti ed eversivi, provenienti da centri sociali che nemici della società civile.

I giornali e alcuni gruppi contrari puntano sulla violenza dei poliziotti, servi tutti di uno stato fascista che ordina loro di sfogare sistematicamente la loro aggressività sugli indifesi manifestanti.

Purtroppo le chiacchiere invece stanno a zero. Basta guardare i fatti, e i fatti dicono che ci sono stati circa 400 feriti, di cui 188 tra le forze dell’ordine (che di norma sarebbero anche i “buoni” della situazione), e che sono state usate armi improprie come gas lacrimogeni per uso bellico e bombe di ammoniaca.

E’ vero che tra i manifestanti c’erano dei violenti che non vedevano l’ora di menar le mani, ma è vero anche che erano una minoranza e che il movimento NoTav è un movimento naturalmente pacifico.

E’ vero che alcuni poliziotti sono troppo violenti, ma è vero anche  che alcuni manifestanti non lo sono di meno, e che certe situazioni sono state ampiamente spiegate dalle ricerche di settore – per chi potrebbe obiettare che dai tutori della legge ci si dovrebbe aspettare un comportamento diverso, seppur teoricamente d’accordo, cito a memoria il libro “Prigioni della Mente” (A. Zamperini, Einaudi, 2004), ma ce ne sarebbero molti altri.

Non si vuole e non si può giustificare nessuno, ma se la violenza di quel gruppo di manifestanti rappresenta una goccia di stupidità in un mare di buon senso, non si può non dire lo stesso dell’eccessiva reazione delle forze di polizia.

E’ effettivamente difficile avere una visione completa su una vicenda annosa e complessa come il collegamento ad alta velocità tra Torino-Lione, e chi decide di prendere una posizione lo deve fare col beneficio del dubbio, usando la testa come si deve. Senza prestarsi al gioco delle parti.

Perché così si perde tutti e non vince nessuno.

P.S. Una piccola nota di colore sul famigerato lacrimogeno CS: si tratta di uno “strumento” (voglio essere diplomatico) in dotazione alla polizia italiana fin dal 1991; viene inoltre utilizzato, pare, dalle forze dell’ordine di Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada e Ungheria.

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Posted in: Attualità, Pensieri