Il lato oscuro della rete.

Posted on 28 giugno 2011

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Nell’ultimo decennio si è più volte parlato della forza della rete, di come un gruppo di persone possa condividere rapidamente il proprio messaggio verso una platea potenzialmente infinita e cambiare le sorti di una città, di un Paese o del mondo intero.

Basti pensare al caso Wikileaks, o alle recenti rivoluzioni avvenute in Egitto, Tunisia, Siria e Libia; sembra infatti che le proteste siano nate principalmente sui social network, prima che la gente si presentasse nelle piazze.

Senza andare troppo lontano, si può pensare al recente referendum sui famosi quattro quesiti che ha visto raggiungere il quorum dopo più di 15 anni e nonostante una pessima visibilità offerta delle principali televisioni nazionali.

La rete quindi può far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra, anche se questo i politici italiani sembrano non volerlo capire – lo ha capito molto bene invece, ad esempio, Beppe Grillo.

Ma non tutto è oro quel che luccica. Il potere della rete può essere usato contro se stesso dagli stessi, incauti, internauti. Si ricordi ad esempio il caso Tartaglia o quello di Susanna Maiolo, che diedero un’ottima scusa ai censori di cui spesso la rete denuncia le malefatte (vere o presunte). Ma sono numerosissimi i casi di malainformazione, vedi la storia dell’emendamento D’Alia e l’e-mail sul falso aumento dello stipendio dei parlamentari.

L’ultimo episodio che ha attirato la mia attenzione riguarda il copia/incolla del seguente messaggio nella bacheca di Facebook e su Twitter:

LA MARCEGAGLIA CHIEDE DI AUMENTARE L’ETA’ DELLE PENSIONI PERCHE’ IN EUROPA TUTTI LO FANNO. NOI CHIEDIAMO, INVECE, CHE PAGHINO I LORO ERRORI,DI DIMEZZARE GLI STIPENDI LE PENSIONI E I PRIVILEGI A PARLAMENTARI E SENATORI, PERCHE’ IN EUROPA NESSUNO GUADAGNA COME LORO. SE APPROVI, PUBBLICA LO STESSO MESSAGGIO E CHIEDI AD ALTRI DI FARLO !!! COPIA E INCOLLA!!

In altre versioni il nome della Marcegaglia è sostituito da quello di Tremonti. Al di là della palese e fastidiosa violazione della netiquette, bisogna dire che la Marcegaglia ha effettivamente affermato che dovremmo seguire gli altri Paesi europei nell’innalzamento dell’età pensionabile, ma non vedo perché dovrebbe attirare su di sé ire scatenate da responsabilità che non ha, visto che non si tratta di una parlamentare e che quindi non ha il potere di cambiare le cose. Questo potere ce l’ha il governo, contro cui la Marcegaglia si è tra l’altro schierata più volte. Non solo, quello della Marcegaglia non è un consiglio, quanto piuttosto un commento ad una bozza della manovra proposta da Tremonti. Io non mi intendo minimamente di economia, ma se é vero come si dice che la mia generazione non vedrà la pensione per colpa dei vitalizi precoci delle generazioni precedenti, e se é vero che la Marcegaglia e Tremonti per una volta concordano su qualcosa, allora deve essere anche vero che questa manovra sarà purtroppo necessaria.

Se la prima parte del messaggio manca di spirito critico, la seconda pecca invece di ingenuità, visto che nella stessa manovra che viene criticata sono previsti corposi tagli alla politica e l’azzeramento degli stipendi dei ministri (non sarà granché, ma è pur sempre un inizio).

Il punto è che non saranno certo i messaggi come questi, postati qua e là, a migliorare il nostro Paese. Un cambiamento è sicuramente necessario, ma per arrivarci c’è bisogno della partecipazione di tutti alla vita civica, una partecipazione che sia il più possibile informata, cosciente ed attenta. E che rifiuti quei proclami demagogici che tanto critichiamo ai politici e che poi spesso facciamo, magari inconsapevolmente, anche nostri.

Dire che i nostri politici fanno schifo, gridarlo ai quattro venti senza nemmeno sapere bene perché, e poi lasciare che le affluenze alle votazioni cadano sempre più in basso significa essere parte integrante di quel sistema che tanto vorremmo cambiare.

Non è arrivato il momento di dire basta?

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Posted in: Attualità, Pensieri