Siamo tutti pacifisti col culo degli altri. Vol. 2

Posted on 25 giugno 2011

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Leggo un post sul blog di Giulietto Chiesa intitolato “Fuori dalla NATO!” e che sostiene, grosso modo, che l’Italia non dovrebbe prendere parte ai bombardamenti in Libia, e questo per le recenti perdite tra civili causate dai bombardamenti stessi.

Io non mi ritengo certo un guerrafondaio, ma sono sicuramente abbastanza smaliziato per credere che essere sempre e comunque pacifisti significa peccare di ingenuità. Per di più se si sostiene che tutti i popoli dovrebbero essere liberi (e nessun pacifista la penserebbe in maniera opposta).

Gheddafi è un dittatore, contrario alla democrazia, ha bombardato il suo stesso popolo, ha ordinato l’uso di scudi umani e per questo ed altro è stato accusato di crimini contro l’umanità dalla Corte Interzazionale.

Appelarci all’articolo 11 della nostra Costituzione non basta; esso recita sì che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali“, ma non significa che il nostro sia un Paese neutrale. Lo stesso articolo gli “consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, permettendoci di entrare a far parte di organizzazioni come la NATO e le Nazioni Unite, volte a garantire le libertà individuale degli individui di ogni nazione – e quindi anche di quella libica.

Sono sicuro che sotto questa guerra, come in tutte le guerre, si muovono interessi economici difficili da immaginare; ma Gheddafi, a differenza degli altri leader nordafricani, non si dimetterà da solo, e se i ribelli non fossero riusciti a deporlo da soli si sarebbero prestati a nuovi crimini del dittatore.

Se non è questa una guerra giusta, allora che cos’è giusto al mondo?

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Posted in: Attualità, Pensieri