Io vorrei essere libero di poter scegliere, grazie.

Posted on 27 aprile 2011

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Con una lettera rivolta ai membri del proprio partito, Silvio Berlusconi è intervenuto a riguardo del ddl sul cosiddetto testamento biologico; e l’ha fatto con il singolare tono di chi pare non conoscere minimamente ciò di cui parla.

Nella lettera si può infatti leggere che

“[questa legge] sancisce per la prima volta il principio laico del ‘consenso informato’, per cui nessun trattamento sanitario può essere compiuto sul paziente senza che questi abbia espresso il proprio consenso, assicurando così la libertà di cura.”

Già questo è un errore, visto che in Italia vige la legge 145 del 28 marzo 2001, con la quale  veniva ratificata la convenzione di Oviedo che già conteneva la regolamentazione del consenso informato negli articoli 5 e 9.

Il punto è che il ddl distingue l’alimentazione e l’idratazione artificiali dalle terapie, rendendone impossibile la sospensione anche per chi ne avesse dato indicazioni in precedenza. Non solo, le dichiarazioni anticipate di trattamento non sono vincolanti, visto che il medico può scegliere di ignorarle.

A mio modo di vedere è una legge che mina in maniera inaccettabile il principio di autodeterminazione di ogni singolo individuo, ed è unica nel mondo occidentale. Ma non è finita qui: a rendere il tutto più vergognoso, un’altra frase della lettere di Berlusconi di oggi, riferita al caso di Eluana Englaro:

“Non è possibile dimenticare che la legge che ci accingiamo a discutere nasce da un evento che ha traumatizzato l’opinione pubblica e tutti noi: la morte di una donna, stabilita, per la prima volta in Italia, attraverso una sentenza.”

Come a dire che siccome sul fine vita possono scegliere dei giudici, allora è meglio se a farlo sia sempre e solo lui.

Prima un po’ re, ora un po’ dio.

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